Con l’arrivo di internet si disse
che i Tour Operator e i whole saler
(grossisti) sarebbero morti. Molti, in effetti sono scomparsi, ma chi è
sopravvisuto continua a produrre abbastanza bene. Insomma possiamo dire che si
sono adattati per sopravvivere al web. Ci si ricorda per esempio di GTA che aveva creato il suo sito di
vendita Octopus prima degli altri.
Rispetto ad altri grossisti come Tourico
che hanno messo in piedi il proprio sito di vendita « Last Minute
Travel » LMT.
I TO avevano per abitudine quella
di avere delle tariffe alberghiere con un margine tra il 20 e 30 %, a
volte anche oltre. I grossisti potevano anche raggiungere il
70 %. La prima colazione era quasi sempre inclusa. Le tariffe erano molto
flessibili. Oggi è abbastanza difficile parlare di percentuale di margine, semplicemente perché non si
comprende da quali basi iniziare a computare. Diciamo che il prezzo netto
concordato a questi grossisti è molto al di sotto della BAR (Best Available
rate)
Da qualche anno le cose si sono
strutturate, ma non nella migliore direzione per gli alberghi. In effetti,
numerosi sono i grossisti e si concentrano su due segmenti strategici per gli
alberghi :
la clientela Internet
la clientela business
Da un punto di vista tecnologico,
si è passati dall’allotement fisso a degli
allotements dinamici e modificabili sui rispettivi extranet, esattamente
come lo si fa con Booking. ATTENZIONE, questo extranet permette unicamente dei
moduli di disponibilità tra X camere in,
freesale (grande insidia poiché il rubinetto resta sempre aperto fino a quando non
lo si chiude) o bloccate. In effetti, le tariffe sono non modificabili poichè
negoziate per un anno, con stagionalità e/o periodi fieristici ed eventi
particolari.
Un altro grande cambiamentom arrivato con il tempo: Inizialmente previsto per la clientela leisure, queste tariffe avevano
condizioni di annullamento molto rigide. Con il tempo, i grossisti sono spesso
giunti a ritardare i termini di penalità, che si possono spesso trovare sulle
classiche OTA: da 1 a 2 giorni.
Sussiste ben evidentemente tra i
TO specialisti chi non risponde a questa logica di volume globale. Questi TO specialisti
meritano di essere favoriti poiché richiamano spesso una clientela mirata e
permettono anche di tenersi lontano dalle “orge” di Internet.
Non è complesso fare una ricerca
su Internet in relazione ai comparatori senza trovarsi di fronte Olotel.com, che « acquista »
esclusivamente da alcuni wholesaler come
Jac Travel, TravCo, Transhotel, GTA (ora appartanente a Kuoni), ecc...
Per esempio un albergo romano dove Olotels.com è 30 € meno caro di Expedia/Hotels.com
permettendosi addirittura di includere nella tariffa, la prima colazione:
Questa clientela internauta è un
misto tra viaggi a carattere personale o professionali, che prenota
direttamente o attraverso i propri collaboratori e si fa prenotare con rimborso
spese finale. Ciò che si
chiama viaggio d’affari "unmanaged".
Quali conseguenze ?
- I clienti acquistano in massa a prezzi bassi: meno cari sebbene le condizioni siano simili alle OTA
- Il cliente viene preso alla sprovvista e ritiene che l’hotel lo stia imbrogliando in quanto questi direttamente costano tra il 30 e il 50 % meno caro
- mantiene il bisogno di andare a “caccia” fino a trovare l’affare
- l’hotel si attira l’ira di Booking e Expedia con rimproveri, downgrade o declassamento dell’algoritmo della struttura, che « de facto » lo fa passare dalle prime alle ultime pagine, fino alla sospensione della struttura dal sito
- a causa di queste vendite massice, l’hotel ha l’impressione che rimpiazzare questo canale è fortemente complesso
- ma soprattutto il valore "tariffa" dell’hotel è svalutato come del resto mostrano i grafici comparitivi di Trivago
Certi intermediari di viaggi
d’affarsi si sono ingurgitati in questo
tipo di nicciha di mercato come HCorpo : acquistano del tutto o quasi
esclusivamente da grossisti, garantendosi in questo modo dei margini più che
sostanziali, in comparazione con gli attori concorrenti specialisti dei viaggi
d’affari e che lavorano con dei margini trasparenti.
Si parla quindi di viaggi
d’affari “organizzati” o “managed”, ovvero prenotati dall’azienda stessa grazie
agli strumenti forniti da piattaforme d’acquisto, come quelli di TMC o HBA (Hotel
Booking Agent). Nel caso di HCorpo, la prenotazione è quasi del tutto pagata
dall’impresa, ciò che determina una forte riduzione del ricorso al rimborso
spese.
Storicamente la clientela
d’affari era quella più lucrativa per gli alberghi, con prezzi migliori, camere
migliori ed ovviamente miglior servizio
Quando si fa transitare la
clientela d’affari attraverso i grossisti, ci si taglia “i piedi!
tariffe basse
devalorizzazione del valore della
"tariffa"
clientela accolta in modo standard : camere vendute a livello strada, nei pressi degli ascensori e con viste meno significative...
difficoltà a negoziare con i professionisti del settore, in quanto questi ultimi vanno a verificare ovviamente i prezzi di vendita altrove: come si convince un “compratore” a firmare un contratto per 120 € BB quando il prezzo medio su Trivago è di 80 € BB ?
Vari siti web non vendono che
alberghi acquistati dai wholesaler e spesso senza nemmneno la licenza di
agenzia di viaggio. In questo contesto il
consumatore non beneficia di nessuna protezione laddove invece questi ha integralmente onorato
il suo soggiorno online.
Spesso ho più volte sottolineato,
in particolare con Luciano Scauri, che gli albergatori, dovrebbero porre
maggior attenzionem laddove elargiscono tariffe ai grossisti, quando queste
vanno poi online, stabilire e concordare dei punti legali supplementari onde
evitare di trovarsi in « strade senza uscita ».
Come vedete, il mio
ripetere che insieme bisogna non riscrivere ma scrivere ex novo varie regole
del gioco, ha vari significati.
Tra tutti questi siti, certi sono
ubicati in altri paesi europei
(Germania, Regno Unito...) ed altri in alcuni paradisi fiscali come Hong
Kong o Malta. Con una sede sociale (o unità locale) in paesi dove il
consumatore non avrà nessuna chance di recupare qualsivoglia ammontare, anche
laddove esista un ufficio a Sophia
Antipolis o a Londra !
Se uno di questi siti, sparisse,
lasciando « appiedati » i clienti, la responsabilità dell’albergo è
teoriticamente nulla. Ma teoriticamente ribadisco, in quanto spesso l’hotel è
perfettamente consapevole dove è disponibile per essere venduto.
Per valutare la segmentazione
reale di questa clientela che giunge dai grossisti, sarebbe interessante porgli
delle domande :
è in viaggio d’affari o di
piacere ?
qual’è il nome della sua
azienda ?
ha prenotato lei direttamente
?
in che modo ha scelto il nostro
hotel ?
ecc...
Senza disturbare nessuno, la
comparazione su Trivago incrociando varie date, vi darà già degli ottimi
risultati.
Serve meno improvvisazione e osservare di più
agendo con la massima rapidità e precisione
Libero adattamento e traduzione da Tendance Hotellerie.fr
Libero adattamento e traduzione da Tendance Hotellerie.fr

Beh hai detto tutto, una volta si vedevano le ota come fumo negli occhi, oggi le Ota sono diventate gestibili, sono dei partner seri, affidabili e certi ( poi lasciargli il completo controllo delle vendite è un altro discorso che meriterebbe un dibattito ad hoc).
RispondiEliminaI WS non lo sono, non è possibile trovarsi la camera in vendita a 20/30 euro in meno che sul proprio sito web, è un suicidio. Mi si viene a dire eh si ...ma questi mi generano fatturato...e grazie...con quei prezzi!!!
Io sono focalizzato su Roma e quindi il mio discorso fa riferimento a questa piazza, dove sempre secondo me un hotel fino a 30/40 camere ( stragrande maggioranza delle strutture) potrebbe tranquillamente fare a meno dei WS, non per qualcosa di personale ma perché distruggono la mia politica di vendita e questo non è accettabile.