martedì 19 luglio 2016

#Turismo in Italia : La cosmetica sociale



 L'Enit, ente proposto a promuovere l'immagine dell'Italia, fallisce ancora una volta nelle sue scelte. Basta leggere quest'aricolo

Dopo aver annoverato svariati esempi di progetti inutili atti a soddisfare solo appetiti personali (vedi TDLAB) o conflitti di interesse che nemmeno in paesi in via di sviluppo sono ormai accettabili (Vedi Lazzerini, nel CDA ma anche a capo della Emirates) ora arriva come ciliegina sulla torta, colei che piu' di tutti ha danneggiato questo settore, perche' rappresenta davvero la massima espressione di intrallazzi tra pubblico e privato. Un deja vu, un 'cauchemar', fortemente previsto e prevedibile.

Dobbiamo meravigliarci? No, certamente no, ma dobbiamo vergonarci di queste scelte nei confronti di chi lavora con trasparenza in questo settore, Nei confronti degli operatori che cercano di dare un'immagine dell'Italia trasparente. ma che viene ahime' opacizzata da chi in realta' dovrebbe istituzionalmente farlo. Nei confronti delle nuove generazioni perche' vedono annientata la meritocrazia in favore degli interessi politici e personali, Nei confronti dei cittadini italiani che pagano le tasse e contribuiscono a pagare gli stipendi a costoro. 

Non cito queste persone, perche' sono anni che non lo faccio, come racconti il nulla? come descrivi il niente?

Abbiamo tutti grandi responsabilita' per queste scelte scellerate, perche' era inevitabile che questo accadesse. L'unica  speranza resta nella chiusura a breve dell'Enit,che sarebbe davvero auspicabile. 

Cio' a cui non riesco a dar risposta, e' come possa Franceschini continuare imperterrito a foraggiare queste situazioni cosi poco trasparenti, dopo le varie precedenti esperienze disastrose che hanno visto Ceci e altri fallire miseramente insieme alla cordata che li sosteneva. 

Questo non e' un piano per il turismo, Come si puo' esprimere la bellezza, l'arte, la storia, la cultura attraverso atti di questo tipo ?  Come potra' il BTO e il suo entourage parlare ai giovani di turismo e opportunita' di lavoro per loro ? Come potra' Ceci e altri sostenere le startup del turismo che cercano di emergere? Quale cosmesi dovranno adottare per mostrarsi in pubblico senza vergogna?

L'innovazione digitale, oggi piu' di ieri vive di chiarezza, contenuti, trasparenza, di fatti concreti nuovi, di socialita'. Questa e' invece storia vecchia, sudicia a cui non vogliamo dare voce e supporto.  

Putroppo siamo tutti complici, perche' eravamo e siamo indifferenti davanti a tutto questo. Reagire dovrebbe essere un'atto naturale che ancora non vive nel settore del turismo.

giovedì 3 dicembre 2015

#Turismo #BTO2015 1° Giorno : Giochi di Specchi





Come avevo scritto nel precedente post, non mi aspettavo nulla di nuovo, ed in realta' quasi nulla di nuovo e' arrivato. 
I fans che non ho mai ben compreso in un ambito professionale, sono sempre stati la spina vertebrale del BTO sin dalla sua 1a edizione. Il problema e' quando poi questi degenerano in un fanatismo che andrebbe stigmatizzato piuttosto che supportato.
La diretta  non è stata funzionale, se non nella main hall, nelle altre due era usufruibile attraverso il sito InToscana.  Incidenti di percorso possono accadere, ma andrebbero sempre enunciati.
L'apertura affidata a Gigi Tagliapietra è stata una tremenda forzatura, noiosa, fino a diventare ridicola  Bisognerebbe concentrarsi su ciò che si sa fare bene ed evidenziarlo con semplicità.  
Il secondo panel quello di Phocuswright, nella seconda parte è stato interessante e molto condivisibile:  L'Italia è un brand di enorme importanza che utilizziamo male, ma soprattutto siamo noi italiani spesso a non credere a tale importanza.  Il mondo del turismo è in continuo cambiamento e tutto ciò che spesso si dice comeMai, No,  diventa poi a breve Si. Le chat e le app sono il futuro del turismo, che piaccia o meno.  La necessita' di concentrarsi verso segmenti innovativi piuttosto che  segmenti ormai saturi e consolidati, con particolare riferimento al mondo del trasporto terrestre ed il branding by room che in Asia è già iniziato ed è molto attivo. L'Asia è senza dubbio una zona del mondo dove il turismo sta focalizzandosi su diversi distruttori innovativi che arriveranno in Italia nel corso del 2016 presumo. 
Matteo Stifanelli di Airbnb,  è stato il terzo panel che ho seguito. Matteo ha  certamente dato alcuni dati seri sulla sharing economy, fondamentali per comprenderne l'evoluzione. Spesso siamo portati a pensare erroneamente, sul come contrapporci a questo fenomeno in ascesa, e distruttivo in senso positivo del vecchio modello di fare turismo. La sharing economy si basa in effetti su esperienze vere, ha un forte senso comunitario ed un impatto positivo e propositivo nelle città. Il cliente è al centro di tutto, ovvero quello che gli hotel non fanno, la sharing economy non solo lo fa bene, ma va ben oltre. 
Facebook con Dorianne Richelle non ha in realtà detto nulla che già non sapevamo, ma non bisogna mai dare nulla per scontato, perchè in realtà qualcosa di interessante vi è stato. L'importanza del branding,  come utilizzare i social media in tale ambito, con un esempio che ritengo, tra i migliori in assoluto nel turismo, ovvero quello di KLM, unitamente all'importanza di questi sui tablets e mobiles. In effetti in Asia i social media non sono visualizzati, via desktop o laptop, ma piuttosto via mobile. Questo passaggio è stato evidenziato spesso nel corso del BTO, e bisognerebbe che in Italia fosse compreso in modo serio. La prima cosa che facciamo quando si svegliamo e' consultare il nostro mobile/tablet. 
Simpatica la premiazione di Fabio Zaffagnini, certamente va riconosciuto il merito di aver creato dal nulla e con genialità un video che è diventato virale nel mondo. ma poco convincenti le motivazioni della premiazione in ambito 'turismo'.
Fabio Cannavale, questa volta ha convinto poco devo dire. Generalmente è un uomo brillante, e con spunti innovativi, ma condivido poco l'importanza del suo gruppo a livello mondiale, tenuto conto dei vari alti e bassi che in effetti la società ha avuto. 
Nella sala Focus Hall 1, April Rinnie, ha dato una spiegazione molto scoltastica della sharing economy, simpatica ma poco accattivante. Sebbene parli bene  l'taliano, in inglese sarebbe risultata piu' efficace, e si sarebbero capite meglio alcune sfumature rilevanti della sharing economy. 
Fabio Galletto di Google non ha detto nulla di nuovo, o meglio nulla di interessate, sebbene la capacità di penetrazione di Google nel turismo sia fondamentale, ma la presentazione è stata davvero banale. 
Next to you, è stato forse uno dei migliori panel, stimolante e convicente come sempre gli americani sanno fare, usando le parole giuste al momento giusto. Del Ross e' stato accattivante e consistente. L'enorme importanza di Google per la mole di dati che deteniene, in grado di anticipare i bisogni dei clienti. Instant booking andrebbe percepito come un 'dono' che gli hotel indipendenti dovrebbero apprezzare e non criticare. Gli hotel dovrebbero concentrarsi su poche cose che sanno fare meglio di altri ed essere in grado di proporle al cliente, anticipare le necessita' del cliente. Il cliente e' un ospite e come tale andrebbe trattato. 
there will always be disruption in tourism no one can feel comfortable in the travel industry. 
King of Pain, l'utlimo panel che ho seguito, nella prima parte e' stato molto interessante, grazie a David Turnbull . In effetti collegandosi al panel precedente, ha evidenziato l'importanza dei big data nel turismo. Il suo intervento si potrebbe racchiudere con 'Dai al cliente cio' che si aspetta di ricevere, e cerca di farlo nel migliore dei modi possibile'. 
Vi sono poi stati vari intervalli di 3 minuti di alcune startup del turismo, che proseguiranno anche oggi  (3-12). Ottima iniziativa ma fatta certamente all'ultimo minuto, lo si percepiva palesemente. Sebbene non si comprenda la metodologia di scelta e chi giudichera' la migliore, va comunque evidenziato lo sforzo sebbene tardivo di proporre qualcosa di diverso.

sabato 14 novembre 2015

#BTO2015 ................ non è tutt'oro quel che luccica






Puntuale come ogni anno arriva anche nel 2015 la BTO - Buy Tourism Online. La stampa del settore turistico in Italia, tutta unanime, nessuna analisi di qualsivoglia natura, nessuna critica, nessun suggerimento. La pubblicità che li fa vivere è più importante di informare seriamente.
Ovviamente seguirò in streaming ciò che sarà concesso seguire dalle tre sale dove tale sistema è attivo, e fornirò il mio giudizio basato sui fatti avulso da legami di qualsivoglia natura, come del resto già avevo fatto nel 2014 e negli anni precedenti.
Veniamo ad alcuni antefatti. Nel 2014 Cino Wang sulla sua pagina di Facebook aveva giustamente suggerito una svolta moderna vedi link datato 22.11.2014
Ovviamente quanto promesso dagli stessi organizzatori come si evince leggendo sulla pagina di Cino,  non solo non è stato mantenuto, ma non vi è nessuna traccia nel calendario previsto, ma questo lo ricordano in pochi. 
Quest'anno grande sponsor del BTO è senza dubbio Federalberghi con un comunicato scritto penso dalle stessa persona "geniale" della campagna "Fatti Furbo".
Veniamo al calendario attuale, alcuni membri del comitato scientifico hanno parlato di 7 note o 7 temi, in particolare lo stesso Carniani in un video di Intoscana ha parlato di visione del futuro del turismo. In realtà ha ragione futuro e innovazione non sono certamente la stessa cosa, perchè di innovazione vi è poca roba, cosi come di volti nuovi e di argomenti stimolanti.
Le sessioni sono 149 pur tuttavia oltre la metà è mera promozione, quindi il numero degli interventi di vero turismo online diminuisce e decresce ulteriormente se si analizzano i veri interventi innovativi.
Veniamo agli interventi che ritengo siano da seguire, non sono tanti ma  potrebbero far scaturire interessanti proposte e suggerimenti.
Il 1° giorno consiglio Invasioi Digitali purtroppo è una sala dove non è previsto lo streaming. Antonio Maresca in sala FocusHall 4 anche questa priva di streaming.La doppia coppia di Phocuswright non credo diranno nulla di nuovo ma essendo una sala provvista di streaming, proverò a sentire, hai visto mai....  Certamente da seguire Matteo Stifanelli country manager di Airbnb in sala Oracle.  Facebook e Tnooz  ovvero Martin Cowen  intervista Dorianne Richelle. Eccoci a qualcuno che potrebbe dare degli spunti interessanti Fabio Cannavale, founder di LastMinuteuomo intelligente e di grandi visioni innovative. Poi finlmente delle voci fuori coro, purtroppo anche in questo caso non vi è streaming Luciano Ardoino e  Tiziana Tirelli in sala FocusHall 3, offensivo il titolo della sessione ma pazienza. La sessione Next to you potrebbe risultare interessante, ma ho qualche dubbio. 
Veniamo al 2° giorno. La sessione Message in a bottle, da seguire per alcuni motivi che vi dirò poi all'indomani della chiusura del BTO.  Il vecchio che non vuole morire, una sessione dedicata alla parity rate, che dal sito del BTO quoto "intervento molto sereno....", molti di questi signori hanno in comune tante cose soprattutto in ambiti non chiari, ma certamente la pacatezza non gli appartiene. ma essendo in una sala con streaming....... In sala Oracle vi sono alcuni interventi che potrebbero essere interessanti, nell'ordine Voices Inside My Head, Too Much Information. In chiusura le due ultime, ma interessanti sessioni conTomaso Rodriguez di Uber, e a seguire Expedia e Booking rispettivamente conWalter Lo Faro  e Andrea D'Amico.
Insomma non mi sembra di vedere e percepire nulla di nuovo, in una totale assenza di proposte di idee innovative, di startup, di globalità del turismo, mercati emergenti ecc. Pur tuttavia vedremo cosa verrà fuori, per il momento le note ci sono ma sono montate a caso arduo far nascere una musica nuova. 

giovedì 29 ottobre 2015

Addio Parity Rate ? Benvenuta Concorrenza ?




Il 6 ottobre il parlamento o meglio la camera dei Deputati ha cancellato la parity rate. Per attualizzare eventualmente questa legge , dovrà avere il parere positivo anche del Senato, quindi tutte le varie comunicazioni che sono circolate sono purtroppo come sempre prive di realismo. Bisognerà attendere ancora, prima di festeggiare davvero (ammesso e non concesso che vi siano feste da fare)  come invece molti hanno già cominciato a fare.

Che la parity rate scompaia per sempre era auspicabile, ed il sottoscritto lo ha sempre manifestato da molti anni, e in tempi non sospetti. La parity oltre ad essere stata sempre poco applicata è un innaturale innesto in contesti che l’hanno sempre rigettata.

Ma veniamo ad alcune precisazioni necessarie. La Parity Rate non è nata per legge, né tantomeno è nata dalle OTA, ma è stato un tacito accordo tra alberghi ed OTA, in diversi paesi, ed in particolare in Italia. Gli stessi che in parte oggi ne hanno voluto e chiesta l’abolizione.

Federalberghi da un lato e Booking Blog dall’altro lato hanno condotto varie campagne talvolta molto problematiche da comprendere, ma questo è ancora una volta un fatto del tutto italiano. Ci si sforza di trovare la pagliuzza e si tralasciano le travi che bisognerebbe davvero rimuovere dal turismo in Italia. Quali? 
 Connivenze, corruzione, intrecci tra politica e interessi privati, mortificazione del talento, poco spazio a giovani e nuove realtà, contraddizioni di varia natura, ecc La lista è lunga ed è ampiamente nota.

L’altro aspetto tremendamente assurdo, è che sembrerebbe che le migliori tariffe siano recuperabili solo offline. In un mondo sempre più digitalizzato, pensare di dover telefonare per accedere alle migliori tariffe, lascia pensare che il legislatore abbia dimenticato in quale anno siamo. Ma anche in questo caso meravigliarsi se fosse vero, non è un problema perché siamo in Italia, dove le leggi spesso sono prive di buon senso e di articolazioni semplici.

L’aspetto comunque più preoccupante è pensare che la concorrenza si basi solo sull’aspetto economico. Ovvero gli albergatori (gran parte di essi) sono convinti che avendo tariffe più basse rispetto alle OTA, questo basti per capovolgere le cose.

Pensare che le OTA generano il volume attuale solo perché hanno tariffe migliori, è una concezione del turismo online completamente errata. La concorrenza è un fatto serio ed articolato che ruota e si articola grazie a molti fattori, certamente il prezzo è una componente ma non è quella fondamentale.

Le fette biscottate del Mulino Bianco costano di gran lunga più delle altre, ma sono le più diffuse e le più acquistate. Perché? Fiducia, ingredienti, capillarità del prodotto sul mercato, feed back, qualità ecc.
Gli alberghi ora dovranno davvero fare uno sforzo in termini di professionalità, dimostrare di essere in grado di dare quel valore aggiunto in più che il cliente si aspetta, altrimenti continueranno comunque a prenotare attraverso le OTA.

Cosa significa valore aggiunto? Personale professionalmente preparato e adeguatamente retribuito, ridurre consulenze di indovini esterni, qualità dall’accoglienza ai vari servizi, fidelizzazione, sicurezza nelle transazioni, visione del turismo globale, niente furbizia ma capacità imprenditoriale.

La stragrande maggioranza degli hotel in Italia è a gestione familiare, con scarsa capacità imprenditoriale, retta in molti casi da proprietà facenti capo a “palazzinari” senza nessuna concezione del turismo ma solo focalizzazione sul profitto senza investimenti sia umani che tecnici e senza capacità di delega ma con svariate conoscenze politico-imprenditoriali. Tutte queste incapacità fanno la somma dell’aspetto negativo del sistema alberghiero in Italia, nel 90% dei casi.

Pertanto ben venga l’abolizione della parity rate, perché questa potrebbe essere l’occasione per avviare un processo positivo di cambiamento del sistema alberghiero in Italia, che si basi appunto sull’affidare le strutture indipendentemente dalla loro grandezza a giovani o meno giovani di talento.

Se non impariamo ad investire sul futuro attraverso le risorse umane che in Italia abbondano ma sono mortificate grazie ad intrecci diversi, non riusciremo mai a fare del turismo un’impresa importante. Abbiamo tutto quello che altri paesi non hanno ma non siamo assolutamente in grado di gestirlo, se non si cambia il sistema alla sue radici, non sarà la legge di parity o non parity che potrà mai ridare dignità al turismo in Italia.

giovedì 20 agosto 2015

Turismo : Sharing Economy e Albergatori, una convivenza (im)possibile ?






Il settore alberghiero teme e compete in alcuni casi anche aspramente, la sharing economy nel suo complesso (inclusa la ride sharing economy vedi blablacar, grabtaxi, travelcar ecc) Eppure la crescita della sharing economy è fortemente legata alla crescita del  settore alberghiero.  Pertanto è una crescita comune quella a cui bisognerebbe guardare

Gli albergatori dovrebbero frequentare le nuove startup, conoscerle da vicino per cercare di comprenderne le motivazioni di una crescita che pone il cliente al centro dell’attenzione, e fare pertanto tesoro di questi suggerimenti indiretti, piuttosto che arroccarsi su obsoleti stereotipi di legalità.

L’innovazione digitale che certamente si respira nell’economia condivisa (sharing economy) è spesso assente nei piani di sviluppo del settore alberghiero, questo sarebbe un argomento fondamentale su cui riflettere, unitamente al fatto che troppo spesso quasi tutte le attività del settore alberghiero sono delegate a consulenti e uffici terzi. La domanda che gli albergatori dovrebbero  porsi  nel loro estenuante delegare  e’ “Fareste decine di copie delle chiavi del vostro appartamento per concederle a persone poco conosciute o che in realta’ non conoscete cosi bene?’   

Un esempio che le cose possono cambiare ed evolversi, lo ha fatto di recente il gruppo Accor, concedendo nel suo hotel Ibis a Place de Clichy a Parigi, il primo ufficio di Travelcar. Bisognerebbe ragionare come in effetti ha fatto il gruppo Accor, "cosa possiamo fare insieme? E non come possiamo distruggerci a vicenda, come invece molte strutture italiane ed in particolare Federalberghi in modo del tutto errato stanno facendo.

Le strutture alberghiere grandi o piccole che siano, oggi, all’indomani della fine della parity rate e del crescente peso della sharing economy, devono concentrarsi su come competere in modo trasparente rispetto alle OTA e come far prevalere l’aspetto umano del soggiorno rispetto alla sharing economy.

Certamente esiste un problema legale in alcuni settori della sharing economy, pur tuttavia bisogna concentrarsi sul perche’ questo settore cresce e si rafforza, e cosa da questo possiamo ‘prendere’ per migliorare il settore del turismo

Studiosi attenti di questo segmento, hanno compreso che Airbnb e affini, non sono altro che un riflesso di un cambiamento radicale degli utenti online.  Inoltre non bisogna dimenticare che questo tipo di ‘business’ coinvolge un numero ampio di soggetti : locatari di appartamenti, utenti, servizi connessi. 

Quando l’utente scrive su questo tipo di siti vive un esperienza diretta, perchè è lo stesso locatario a rispondere, diversamente dalle OTA che rispondono con frasi fatte che spesso non sono conformi alla domanda.  Questo processo dovrebbe far riflettere gli albergatori che spesso rispondono anch’essi con un taglia e incolla a tutte le domande, questo svuota quel rapporto diretto che il cliente cerca, fortemente sentito in particolare dalle nuove generazioni.

Pertanto, prima di attaccare questo settore, dobbiamo impare a rispettarlo e coglierne le opportunita’ che da questo possono scaturire.  

lunedì 20 luglio 2015

Turismo : Fatti Saggio





Ciò che in realtà oggi il turismo necessita in Italia, è di investire in modo saggio ed a  lungo termine.  La furbizia quella proposta ultimamente da organismi obsoleti e inutili,  oltre ad essere inefficace e improduttiva, nonché per certi versi anche raccapricciante, è stata fatta senza intelligenza e pertanto destinata ad un breve cammino. 

Il Turismo deve investire nel futuro, ma in che modo? Le opzioni in campo sono molteplici, se si ha coraggio e lo spirito imprenditoriale giusto.

Il modo migliore per dare lustro al nostro Paese, sarebbe quello di premiare la creatività. Recentemente Brian Cohen in un intervista al Corriere della Sera, lamentava il fatto che un giovane imprenditore in Italia che ha successo, spesso è costretto a nascondersi. Ovvero, invece di supportare chi ha successo, facciamo in modo che questi vadano altrove a cercare chi li comprenda.

Dobbiamo invece iniziare a creare dei veri incubatori, acceleratori di startup del turismo in Italia, ma non come alcuni che già esistono e che ruotano intorno a situazioni di poca trasparenza.

Come si realizza tutto questo, come si creano degli “startup angel” ? In modo semplice, se le OTA italiane piccole o grandi che siano concedono questa opportunità.

Basterebbe applicare la stessa metodologia che è applicata in Francia da Voyage Privé. Ogni anno invita centinaia di candidati a sottoporre il loro sito, app o quant’altro relativo al turismo. Lo stesso management della OTA ne sceglie 3, e diversamente da quanto si possa pensare non si tratta di elargire assegni ma piuttosto di supportare i vincitori attraverso azioni di accompagnamento

Cosa sono le azioni di accompagnamento? Sono azioni personalizzate a diverso livello : marketing, web, CRM, insomma un supporto di know how importante per lanciare queste nuove realtà sul mercato in modo concreto.

In Italia questo sarebbe possibile? Ritengo di si, se si ha come ho detto prima coraggio, e visione seria del turismo. Oltre alle OTA, vi sono varie fiere o borse del turismo online, alcune hanno perso quella trasparenza iniziale, finendo per diventare stage per prestigio personale, contornandosi di soggetti poco credibili e poco trasparenti. Per dar vita ad un giro di boa verso qualcosa di diverso, tali organismi potrebbero non semplicemente dar voce ma supporto concreto alle nuove realtà con azioni di accompagnamento e cercare di recuperare quella credibilità persa e di cui il turismo necessita.

Si deve necessariamente ricreare una cultura di successo, di merito e non di altro tipo. Le grandi OTA acquistano piccole entità proprio perché non è la dimensione a creare successo ma la capacità di rinnovarsi, perché le piccole startup creano modelli di ricerca.

Airbnb, come tutta la sharing economy ha modificato in modo totale il fare turismo, ha rotto tutta una serie di schemi e stereotipi. In molte città anche italiane, l’arrivo dei turisti grazie agli appartamenti dati in affitto, ha generato nuovi bar, ristoranti e ovviamente anche strutture alberghiere.

Dovremmo pertanto chiederci perché non modifichiamo questa paura del nuovo, in un suggerimento per fare del turismo in Italia qualcosa di fruibile per tutti. Abbiamo giovani capaci e con grandi ingegnosità, bisogna che chi ha sagacia e know how invece di combattere il nuovo, si trasformi in “angel” e scopra che in realtà queste paure sono del tutto inesistenti. Non è il piccolo giardino che abbiamo che deve preoccuparci ma piuttosto la capacità di costruire un grande bosco con multi possibilità per tutti.

giovedì 2 luglio 2015

Turismo : Da fatti furbo e parity rate a leggende di ragazzi straordinari







Bisogna prima di tutto fare alcune premesse importanti.

Il corporativismo in Italia, ha avuto il suo apice durante il periodo fascista, ordinamento poi (fortunatamente) soppresso nel 1944.

La sharing economy, che in molti paesi fiorisce, e appoggiata e supportata, in Italia è osteggiata. Molti addetti ai lavori e varie  testate del settore, pensano sia una moda passeggera.  La sharing economy non è affatto una moda temporanea, ma è qui per rimanerci e modificare alla radice il modo di fare turismo. Questo tipo di affermazioni riassume quanto le competenze del settore in Italia siano sconcertanti, come del resto si evidenziava non molto tempo fa, spiegano perche’ varie aziende non riescano a trovare personale competente a vari livelli.

Veniamo quindi alla campagna di Federalberghi. La parity rate era - come ho scritto varie volte - un errore di percorso, fatto da tutti, e comunque mai applicata nella realta’, ed e’ quindi un bene che sia stata eliminata. Pur tuttavia non credo a campagne promozionali che puntano a discreditare in modo distruttivo.  Vi e’ poi un aspetto meramente logico. Pensare che una campagna promozionale di questo tipo, sia in grado di intaccare il grado di fiducia che tantissimi utenti hanno nei riguardi delle OTA e’ molto discutibile, per non parlare di altri aspetti quali: fidelizzazione, sicurezza nelle transazioni, barriere linguistiche e quant’altro.

Il problema non e’ la concorrenza che e’ un bene, ma come questa viene applicata. Gli alberghi dovrebbero convincere gli utenti a scegliere loro invece che le OTA non solo attraverso la furbizia e il prezzo, ma cercando di offrire qualcosa che le OTA non sono in grado di offrire.

Questo concertto vale anche verso le altre forme di turismo, soprattutto la sharing economy. Cercare di costruire un muro divisorio, pensando che AIRBNB vada eliminata perche’ sia semplicemente illegale, e’ un approccio preistorico di pensare al turismo del futuro.

Sebbene sia la sharing economy sia la ride sharing non presentano nessun problema legale, il problema  e’ la difficolta’ di scardinare corporativismi che non hanno mai portato nessun vantaggio alla comunita’, ma solo interessi personali. Infine, mi spiace sottolineare a tanti, ma la legalita’ e la trasparenza vanno ricercate sempre, non a fasi alterne.

Il problema di fondo e’ un altro ed e’ sempre serio e valido, viviamo nella Nazione più bella dell'Universo. Ci manca la consapevolezza e la volontà di proteggerla, utilizzando competenze valide, evitando di far ricorso ai soliti cartomanti, fattucchieri, indovini e veggenti.
   
A questo scenario, si contrappongono poi meravigliose e geniali realtà, l’ultima, Voyagin, creata da 3 giovani giapponesi (vedi foto del post), una straordinaria travel startup acquistata dal gigante Rakuten. Ma la lista dei giovani che usano talento e cervello per creare nuove realta’, e che spesso riescono ad avere un successo planetario sta crescendo. Sono ormai numerosi le ragazzie e i ragazzi italiani dislocati nel mondo che stanno creando strutture di successo. Forse andrebbero fatte serie campagne ad incentivare le start up e le giovani generazioni, evitando che debbano trovare supporto al di fuori dell’Italia per dar vita a straordinarie nuove concezioni del turismo, e non cercare di guardare ad un vecchio modo di fare turismo/

Ma del resto tutto questo diventa complesso quando appena ieri il Tempo pubblicava che all’Enit vi sono stipendi da 20mila forse questi soldi andrebbero spesi diversamente. Questo purtroppo e’ lo scenario che abbiamo di fronte, che e’ diventata cosi volgarmente realta’ che non scandalizza più nessuno